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Impronta ecologica: la misura del consumo

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impeco01L’impronta ecologica, parametro introdotto nel 1996 da Mathis Wackernagel e William Rees, “misura quanto l’umanità richiede alla biosfera in termini di terra e acqua biologicamente produttive, necessarie per fornire le risorse che usiamo e per assorbire i rifiuti che produciamo. (…) Quest’area viene espressa in ettari globali, ettari cioè con una produttività biologica media globale.”.

M. Wackernagel, W. Rees, L’impronta ecologica, p.15.

Ogni essere vivente, consumando risorse e rilasciando rifiuti nell’ambiente, lascia sul pianeta la sua impronta ecologica.

Calcola la tua impronta ecologica, per scelte più consapevoli e uno stile di vita più sostenibile:

 

impeco02“Pensiamo all’economia come se avesse un “metabolismo industriale”. In questo senso è simile a una mucca al pascolo. L’economia ha bisogno di “mangiare risorse e tutte queste entrate diventano, alla fine, rifiuti e devono lasciare di nuovo l’organismo, cioè l’economia. E qui nasce una domanda: quanto grande deve essere il pascolo per sostenere questa economia, cioè per produrre tutto ciò che mangia e assorbirne tutti i rifiuti? Ovvero, qual è la superficie di territorio necessaria per sostenere una data economia all’attuale standard di vita?” (M. Wackernagel, W. Rees, L’impronta ecologica, p.53).

 

L’impronta ecologica si calcola considerando il carico dell’attività umana su alcune “categorie” di spazio ecologico:

impeco03Superficie produttiva: necessaria per l'agricoltura ed il pascolo;

Mare produttivo: necessaria per la produzione di pesce e derivati (acque dolci e costiere);

Superficie per energia: necessaria per assorbire i gas ad effetto serra che derivano delle attività umane;

Superficie edificata: necessaria allo sviluppo dell'edilizia e delle infrastrutture (ambiente urbano);

Superficie per biodiversità: necessaria per la produzione forestale e per la sopravvivenza dei circa 15 milioni di specie viventi del pianeta.

FSi consideri inoltre che, a causa dell’enorme crescita demografica umana, dagli anni ’60 ad oggi il quantitativo di terreno produttivo pro-capite si è dimezzato (dati Living Planet Report 2010- WWF).

Per stabilire se la nostra domanda di risorse e di assorbimento di CO2 sia sostenibile dalla Terra, l’impronta ecologica dell’umanità deve essere confrontata con la capacità rigenerativa del pianeta, o biocapacità.

Il Living Planet Report 2010, rapporto biennale realizzato dal WWF in collaborazione con la Zoological Society di Londra e il Global Footprint Network, rileva che l’impronta ecologica dell’umanità, dagli anni ’60 a oggi, è raddoppiata e attualmente supera la biocapacità della Terra del 50%.

1.3Questo significa che stiamo sfruttando le risorse e le capacità planetarie come se avessimo a disposizione un pianeta Terra e mezzo. Se il trend non dovesse invertirsi, entro il 2030 il genere umano avrà bisogno della capacità di due pianeti Terra.

“I limiti della carrying capacity possono essere sorpassati senza che suoni nessun campanello d’allarme a causa dell’ampia disponibilità di riserve. I raccolti e le entrate possono ancora aumentare e, sebbene possano esserci segnali di stress ecologico, tutto il resto può sembrare normale. Alla fine, però, le conseguenze dell’erosione del capitale naturale potranno tradursi in catastrofi ecologiche e demografiche” (Wackernagel M., Rees W.E., L’impronta ecologica, p. 93).

 

impeco06Cosa fare?

Occorre prendere coscienza della situazione e ridurre al più presto il peso della nostra impronta ecologica, che sta gravemente sovraccaricando il pianeta.

Il WWF ricorda che la sostenibilità si realizza grazie all’intervento di tutti, poiché “ognuno ha un suo ruolo, a partire dall’elaborazione di nuovi indicatori di sviluppo all’aumento delle aree protette e della capacità produttiva del pianeta, dagli accordi internazionali per la distribuzione equa delle risorse, fino alle scelte individuali nella dieta e nei consumi di energia” (tratto da www.wwf.it/lpr2010.sh)

 

mulo 2Testi e documenti fondamentali sull’impronta ecologica:

Mathis Wackernagel, William Rees, L’impronta ecologica. Come ridurre l’impatto dell’uomo sulla Terra, Edizioni Ambiente, 1996.

Nicky Chambers, Craig Simmons, Mathis Wackernagel, Manuale delle impronte ecologiche. Principi, applicazioni, esempi, Edizioni Ambiente, 2000.

WWF, Living Planet Report (rapporti biennali, dal 1998 al 2010).

L’ultimo Living Planet Report 2010 scaricabile qui: http://www.wwf.it/UserFiles/File/News%20Dossier%20Appti/DOSSIER/Sostenibilit/LPR_2010_BASSA_def.pdf

Link al calcolo dell’impronta ecologica: http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/page/calculators/

Link al calcolo del carrello della spesa sostenibile: http://www.improntawwf.it

Link al sito ufficiale “global footprint network”: http://www.footprintnetwork.org/en/index.php/GFN/

Link alla sezione dedicata alla “sostenibilità” del sito WWF Italia: http://www.wwf.it/client/render.aspx?root=6116&;

 

 

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